Enzo Ferrandino potrebbe dare lezioni alla Sfinge: è difficilissimo, se non impossibile, riuscire a cavargli un giudizio che si distacchi dall’ortodossia istituzionale; tuttavia, a costo di una titanica fatica, abbiamo provato a fargli ammettere un po’ di mal di pancia nel digerire (l’indigesto) accordo con il PDL e soprattutto, facendo leva sulle conoscenze economiche e finanziarie proprie dell’essere un commercialista, abbiamo provato a mettere sul banco degli imputati la politica di rilancio economico di Giosi Ferrandino che, a parer nostro, ci è sembrata fin troppo modesta. Emblema dell’insuccesso è infatti la nascita nei punti strategici del territorio di pizzetterie e friggitorie piuttosto che gioiellerie e boutiques. In altre parole se ad Ischia gli esercizi commerciali si riducono a vendere panzarotti e paste cresciute vuol dire proprio che non abbiamo né turisti a cui proporre qualcosa di meglio né idee per rilanciare – anche commercialmente, il territorio isolano. Resta il fatto, almeno fino ad oggi, che Enzo Ferrandino si riconferma solidale organico al gruppo di Giosi Ferrandino e, sempre almeno fino ad oggi, ci conferma di non essere disponibile a creare un gruppo a sé. Un altro punto a favore di Giosi per il quale si avvicina sempre di più la seconda poltrona di sindaco.




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